10 vite

Ancora un anno fa ho trovato in un libro un esercizio: immaginate 10 vite che voleste vivere.

Mi è piaciuta l’idea, perchè sono una sognatrice. Mi sono divertita inventando le mie 10 possibili vite, le altre vite che avrei potuto avere.

Poi mi è venuta un’idea: perchè non introdurre nella mia vita reale gli elementi delle mei vite immaginarie. Ma perchè lo faccio? Per aggiungere alla mia vita un po’ dei problemi, forse? O per complicarmi l’esistenza? Come dicono gli studiosi bisognerebbe sempre fare qualcosa per uscire fuori dalla routine quodiana.

Ho voluto capire il perchè della mia scelta, perchè ho scelto queste vite e non altre. Quando dico “la vita” intendo prima di tutto la professione che, come un fondamento su cui si basa una vita, influisce più di altre cose sulle nostre vite. Così ho cercato prendere un po’ da tutte le vite per arricchire la mia vita reale.

Nel libro c’era questo esercizio: elencare 10 cose che voi vorreste cambiare nella vostra vita. E l’ho unito all’esercizio dove dovevo immaginarmi le mie 10 vite che avrei voluto avere.

L’ho fatto, ho raggiunto dei risultati sorprendenti, nonostante che mi abbiano portato ai cambiamenti radicali nella mia vita, mi hanno creato delle difficoltà impreviste, mi hanno messo nelle situazione difficilissime da viverci e uscirne, nonostante tutto ciò mi aiutano ad andare avanti.

Реклама

La mia vita sportiva

Quanto si deve fare sport? Quanto sport deve essere nella propria vita? Quante ore dedicargli? È una domanda alle quale non ho ancora trovato la risposta. Continua a sembrarmi di non farlo abbastanza, di dover dedicarci più tempo.

La domanda è dove trovare tutto quel tempo libero per farlo. Anzi, la domanda è un’altra. Non so che attività fisica scegliere: ballare o correre, andare in bici o camminare, andare in palestra o fare yoga. Quindi ho deciso di chiarire tutti i pro i contro.

Ballare è il mio sogno fin dall’infanzia. Ma invece di ballare mi hanno portata nella scuola di musica. Alla fine sono andata a studiare il ballo solo la nascita della figlia. Nella zona dove abito hanno aperto una scuola di ballo per adulti, ho provato diversi stili e alla fine ho scelto la salsa. Ci sono andata per 6 mesi, e mi piaceva ma non so perch+ l’ho abbandonato, ma quest’anno sono ritornata. Frequento il corso di ballo due volte alla settimana. Il mio è un gruppo dei principianti e così mi sento abbastanza sicura di me.

Per quanto riquarda il correre alla fine ho scoperto che non mi appartiene. Ci ho provato molte volte e non ci sono mai riuscita. Iniziamo dall’inizio. A scuola non potevo correre o meglio dire non riuscivo, mi mancava il respio, non mi sentivo sicura. Sempre pensavo che correre fosse un elemento necessario per sentirsi in forma. E quindi ci provavo, ma smettevo dopo due o tre volte. Alla fine mi è venuta l’idea che correre faccia male ai ginocchi, alle articolazioni e non faccia tutto quel bene che si crede. Per far si che correre fa bene bisogna essere una persona molto sportiva per farlo quanto basta. Correre un po’ non serve a niente. Insomma ho cambiato.

Ho cominciato a camminare. Mi piaceva andare a camminare sul tapis roulant, ma adesso non ho più rinnovato l’abbonamento in palestra, e quindi non lo faccio. Ma il camminare è molto presente nella mia vita quotidiana. Corro tutto il giorno: a portare la figlia a scuola, a riprenderla, al lavoro e dal lavoro per tornare a casa, a fare la spesa ecc.

Adesso aspetto l’estate e mi immagino come vado in bici. È l’attivita fisica che preferisco in realtà.

E bello tutto ciò ma è importante anche non solo cardio ma anche gli esercizi per i muscoli per creare il corpo sportivo e bello. Per questo bisogna andare in palestra e proprio questo che io non faccio, ma dovrei. E non so come organizzarmi. L’anno scorso andavo in palestra dove mi hanno insegnato sei esercizi con degli attrezzi, ma non andandoci regolarmente non vedevo i risultati, così lo lasciato perdere. Mi sono messa il cuore in pace dicendomi però che faccio yoga. Ogni giorno la mattina faccio il saluto al sole. E vorrei farne di più.

Ho un’amica che invidio molto perchè lei riesce a fare tutto: va in palestra, in piscina, d’inverno sugli sci, d’estate in bici e adesso sta per diventare il maestro di sport. La guardo e capisco di essere inferiore e mi viene voglia di correre in palestra. Così è la mia vita sportiva con gli alti e bassi.

 

 

Il rifiuto di scegliere

Per quanto riguarda me ero una bambina molto brava: studiavo bene, facevo tutto quello che mi dicevano i genitori, andavo bene a scuola, frequentavo anche la scuola di musica. Questo fatto di essere brava penso che se non mi abbia reso la vita facile, almeno mi abbia aiutato fino ad ora.
A parte l’educazione a scuola la maggior parte dei bambini in Russia vanno anche alla scuola di musica, alla scuola d’arte o fanno sport. Mi sembra che queste attività aiutino a allargare gli orrizonti e ne fanno un’abitudine per la vita futura.
Queste convenzioni dove ci hanno portate, me e mia figlia?
Adesso mia figlia frequenta la scuola di musica tre volte a settimana, va al corso di disegno due volte a settimana e anche va al corso di ballo, e le piace. E ne sono molto contenta perchè questo mi assicura che lei vive la vita reale senza appassionarsi troppo del mondo virtuale, dei computer, internet ecc.
A volte mi viene a pensare che forse sarebbe meglio che lei si concentrasse solo su una cosa. Concentrandosi su un’attività avrebbe più possibilità di raggiungere qualcosa di significativo, ma in questo modo in cui stanno adesso le cose è più che altro un passatempo, niente di serio. Semplicemente vorrei che sfondasse. Ma che fare? Anch’io ho lo stesso problema. Mi piace un po’ tutto e mi perdo nei miei hobby e non riesco a sceglierne uno o due e concentrarmi solo su di essi perchè altrimenti mi sento insoddisfatta.
È il problema conosciuto, non solo io ma ce ne sono tante persone come me. Mi è capitato un libro per le mani che ne parla e che mi ha aiutato a capire meglio il problema.
Nel suo libro «Refuse to Choose!» (in inglese)  Barbara Sher da i consigli come vivere avendo tanti interessi e come coinciderli ed avere il tempo per tutto, non solo per tanti interessi ma anche per se stessi.
Seguendo i suoi consigli ho fatto la lista dei miei interessi, ho cercato di capire meglio cosa voglio in ogni cosa (che era la cosa più difficilie) e adesso so cosa fare. Col suo sistema non ho più paura di perdermi, ho tutto scritto e una volta che riprendo l’attività che avevo tralasciata per un’altra, so da dove iniziare, so che cosa volevo farne, a che punto mi ero fermata.
Sto testando i consigli di Sher su di me e sulla mia vita per vedere se è possibile non negare la natura e rimanere ad avere molti interessi senza perderci dentro ed ottenendo dei risultati.

Le fiabe d’infanzia

Ho imparato a leggere usando le lettere ritagliate dai giornali sovietici quando avevo 5 anni. E da lì è diventata la mia passione. Durante il periodo sovietico non era facile comprare i libri, perchè non erano in libera vendita. Per avere il diritto di comprarli si doveva raccogliere e consegnare la carta usata.

«Più carta consegno, più sarà interessante il libro che potrò prendere», — diceva il nonno mentre accumulava una nuova porzione di carta da portare al centro di raccolta.

Così ho potuto leggeree molti libri d’avventura ed era una vera e propria fortuna.

Poi abbiamo cambiato casa e stavo lontano dal nonno e dai suoi libri, e ho iniziato ad andare in biblioteca.

Per me era importante trasmettere la mia passione per i libri a mia figlia. In Russia c’è questa usanza: far imparare i bambini leggere prima di andare a scuola, per questo ci sono i corsi specifici per i bambini di 5-6 anni. Quindi a cinque anni lei già sapeva leggere. Ma da sempre le leggevo molto.

4689855Il nostro libro preferito era «Doktor Aibolit» di Čukovskij («Il dottor Aibolit nel paese delle scimmie«). «Doktor» sta per dottore, «Aibolit» è la frase che dicono i bambini russi quando gli fa male qualcosa. C’era una volta un dottore che si occupava degli animali. Una volta andò in Africa a salvare gli animali che stavano male. I suoi amici-animali lo seguirono per aiutarlo. E c’erano anche i pirati cattivi che facevano del tutto per fermarli, che gli mettevano i bastoni fra le ruote fino a imprigionarli.

Così dopo aver ascoltato questo libro da me, lei l’ha letto da sola.

E nonostante lei abbia imparato a leggere e legga da sola, nella nostra famiblia si è creata l’abitudine che io continuo a leggerle ogni sera prima di dormire. Così abbiamo lette insieme i libri di Astrid Lindgren, Tove Jansson e molti altri libri interessanti.

Quest’anno abbiamo letto già Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones come avevo detto.

A mia figlia è piaciuto molto questo romanzo fantasy in cui un mago fece in modo che il castello potesse camminare e poi entrandoci uno poteva uscire in un altro posto. Poi abbiamo guardato il cartone animato omonimo, regia di Hayao Miyazaki. Sapete che per creare il castello il regista si è ispirato alla figura immaginaria dalla mitologia russa, all’izba (casa tradizionale russa di campagna) sulle zampe di gallina che può camminare?

1453611672
Il castello errante
279283_original
L’izba sulle zampe di galline

Cioè che mi aiuta ad essere felice

Leggere è la mia passione da sempre. Ho molti libri in casa e vado spesso in biblioteca. I libri che ho in parte sono i libri dei miei genitori in parte quelli che compro io. Quelli dei genitori sono libri classici che sono presenti nel programma di scuola. Io invece quando compre prediligo la saggistica cioè i libri che parlano di biologia, scienza naturali, dell’Italia, di psichologia e dell’educazione. Ma comprare i libri non mi basta, ci vado anche in biblioteca a prendere libri che valgono di essere letti non più di una volta. E poi non posso comprare tutto mi serverebbe anche un altro scaffale per i libri e ci sto già pensando, perchè non ho più posto dove metterli.

Con i libri della biblioteca anche c’era un problema. Ci rimanevo spesso male quando dovevo ridarli indietro senza averli letto, perchè molto spesso non facevo in tempo. Forse perchè non avevo gli stimoli

C’era ma non  c’è più. Alla fine dell’anno scorso ho trovato un sito, social network dedicato ai libri. www.livelib.ru è un sito dove si può annotare tutti i libri che hai letto, cambiare dei pareri sui libri e consigliarli agli altri partecipanti. Lì ci sono anche i giochi e dei flash mob. Il flash mob in cui ho deciso di partecipare, quello più interessante per me è il Flash Mob di Fine Anno.

Consiste in chiedere i libri da leggere facendo la richiesta di partecipazione e in consigliare i libri ai partecipanti. C’è il tempo un anno per leggere i libri che ti sono stati consigliati. Nella richiesta si può specificare il numero dei libri e il genere dei libri da evitare. Appena l’ho trovato ho voluto subito partecipare perchè mi è sembrata un’idea molto invitante. Ho scelto tredici libri e ho specificato che non voglio i libri dove c’è violenza, sangue, i libri di guerra, i libri dove trattano mali i bambini, gli animali, i libri che parlano delle malatie.

Tra i libri consigliati ho già letto tre. Uno è Vita di Pi di Yann Martel. Meno male che non avevo visto il film prima così le mie prime impressioni non erano influenzate. A dire la verità il libro non mi è piacciuto gran che o meglio dire ha provocato le emozioni non positive ma non si può dire che non mi ha impressionato. Se non fosse per il flash mob non avrei mai finito di leggerlo perchè fa paura. Invece dopo ho guardato il film con grande piacere che è molto bello.

Un altro libro del flash mob che ho letto è Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones che ho letto insieme a mia figlia. E ne parlerò la prossima volta e anche degli altri libri per i ragazzi.

 

Il sapore della vita

Sono già due anni che mi alzo sempre la mattina presto. Prima non era così e non era così facile. Oggi, per esempio, mi sono alzata alle 7 e ho già fatto molte cose. Da studentessa non mi alzavo prima di mezzogiorno nei fine settimana. E poi con difficoltà riprendevo i miei orari: alzarmi alle 7 e ancare a letto presto.

Dormire molto la mattina è un bene? Adesso penso che dobbiamo dormire abbastanza ma si deve svegliarsi presto e il sonno mattutino è soltanto uno spreco del nostro tempo.

Quando tutto è iniziato? Come sono riuscita a diventare una persona che si alza la mattina presto con piacere e senza le difficoltà. Ancora quando mia figlia era piccola c’era un momento quando ho cominciato a portarla alla scuola materna. Per farlo dovevo uscire di casa presto e dovevo svegliarla ancora prima. Era molto difficile per me mantenere calma ed essere buona madre. Ero molto nervosa perché avevo poco tempo per fare tutto. Spesso ero arrabbiata e alzavo la voce dicendole di sbrigarsi. Quando riuscivo a alzarmi prima del solito e ad avere un po’ di tempo per me, per riflettere su cosa da fare durante i nostri preparativi per uscire di casa, ho ritrovato la serenità e la pace con me stessa e con gli altri e prima di tutto con la figlia.

Avere il tempo per me è importante. Adesso mi alzo presto la mattina.

È già quasi un anno che scrivo le mie pagine mattutine di cui ho letto nel libro di Julia Cameron «La via dell’artista». Faccio un po’ di ginnastica, più precisamente è una seguenza di 12 posizioni di yoga «Il saluto al sole». E niente caffè. Ma mentre scrivo bevo il mio bicchiere d’acqua. Poi doccia e colazione. E sono pronta ad affrontare una nuova giornata.

Si può dire che coll’alzarsi presto la mattina è cominciata una nuova vita. C’era un periodo buio nella mia vita quando mi sembrava di ritrovarmi in un vicolo cieco e non sapevo come andare avanti. In quel momento tra le mie mani è capitato un libro, che ho nominato sopra. Scrivere la mattina mi ha aiutato a chiarire le mie idee, ritrovare i miei sogni, a capire come realizzarli. Da lì è cominciato tutto: prima le pagine, poi il diario, adesso il blog.

Di questi cambiamenti ne sono molto contenta.

Ma adesso c’è un altro problema. Come fare ad andare a letto presto?

Anche se uno potrebbe pensare che è logico, se ho imparato ad alzarmi presto, avrei dovuto anche imparare ad andare a letto presto, no?

Invece, no.

Il primo appunto

Vorrei parlarvi della mia vita e farmi conoscere.

Il racconto di me voglio cominciare con il momento della vita in cui mi trovo adesso usando proprio il presente che la parte della grammatica italiana in cui mi intendo meglio delle altre. Anche perchè in caso contrario avrei dovuto scrivere tutta la mia biografia che sarebbe una cosa molto lunga e noiosa.

Mi chiamo Yulia. E vivo a Mosca. Una citta grande e interessante. Ho una figlia di 11 anni. Lavoro. Insegno la lingua latina e la patologia in una scuola di Medicina. Non è tutto. Studio l’italiano, faccio il ricamo, ballo, amo leggere e suonare il pianoforte.

Voglio fare tutto e insieme, ma voglio anche ottenere dei risultati e a volte non riesco perchè non è possibile in realtà.

È quindi il blog. L’ho deciso di scrivere in italiano per fare qualcosa in italiano, scrivere per migliorarlo e che è la cosa più importante, il blog mi permetterà di vedere i risultati e voglio condividere con voi il mio viaggio nell’esplorazione della lingua italiana.

Allora di che cosa scrivere qua? Di tutto. Di me, della mia vita, del corpo e dell’anima, dei miei pensieri e sogni, dei viaggi piccoli e quelli importanti, di quello che leggo e guardo, e io leggo moltissimo, cioè del mio mondo dove sono anche la mamma.